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Vermeer. Il secolo d’oro dell’arte olandese
Scuderie del Quirinale
settembre 27, 2012 – 20 gennaio, 2013

Giovane donna con un bicchiere di vino...Giunto a Fiumicino martedì sera, lo speciale contenitore è stato trasferito nei locali delle Scuderie, dove è stato lasciata ad acclimatare per 48 ore. Infine la tela è stata estratta ed esposta al pubblico, protetta da una teca capace di garantire le specifiche condizioni di temperatura ed umidità necessarie per una perfetta conservazione.

4 ottobre 2012. Elita Tonia Di Masrtino. L'ottava meraviglia di Vermeer. Viaggio in aereo per la tela. La Repupplica Roma.it
http://roma.repubblica.it/cronaca/2012/10/04/foto/l_ottava_meraviglia_di_vermeer_
viaggio_in_aereo_per_la_tela-43851460/1/

...gran parte dei visitatori della mostra alle Scuderie del Quirinale s’addensa, stratificato, prevalentemente d’innanzi ai soli Vermeer e diserta i contigui compagni di strada e stradine (non soltanto di Delft: il contorno del Golden Age è assai ampio. Assente solo Jan Steen). Ed è un errore grossolano e grave, perché il fascino di questa doviziosa mostra, curata da Walter Liedtke, Arthur K. Wheelock jr e da Sandrina Bandera (per quanto riguarda i riverberi con l’Italia. Interessantissimo il confronto con la Santa Prassede di Ficarelli, che l’ex calvinista Vermeer replica, aggiungendovi solo un crocefisso, per compiacere l’iper-suocera cattolica) consiste proprio nei confronti, nelle consonanze ed anche nelle sotterranee dissonanze, che però aiutano a capire.

Certo, non vogliamo suggerire che molti di loro (i pur notevolissimi Sweert, ter Borch, Dou, de Jongh, de Witte, Metsu, Ochtervelt e Pieter de Hoch, ingiustamente considerato da sempre un epigono, mentre è un ispiratore poi scavalcato) possano davvero stare a confronto con Vermeer. Anche perché quest’ultimo (come Piero della Francesca, Caravaggio, Velázquez, Goya e pochi altri) è uno di quei maestri assoluti, planetari, che magicamente travalicano la loro epoca e non è commisurabile. Ma invece è interessantissimo confrontarlo, tematicamente ed (im) matericamente. E se si studia attentamente la mostra, ci si rende subito conto che l’incantesimo di Vermeer si materializza (quasi spiriticamente) in quest’immobilità stupefatta, d’astratto, candito sortilegio crepuscolare.

01 ottobre 2012. Marco Vallora. Il tempo sospeso nel mondo di Vermeer. La Stampa.
http://www.lastampa.it/2012/10/01/cultura/arte/mostra-della-settimana/il-tempo-sospeso-nel-mondo-di-vermeer-w7GJ9Bnz1IfIq3OqiwNG8N/index.html

La mostra – scandita da eleganti pannelli colorati ideati da Lucio Turchetta – inizia col presentare il luogo dell'azione: l'Olanda e la città di Delft in particolare. La stradina di Vermeer prestata dal Rijksmuseum di Amsterdam accoglie il visitatore introducendolo di colpo nella poetica della quotidianità, nella luce fredda del nord, nella spettacolare capacità di fissare l'attimo fuggente. La città di Delft, le sue chiese bianche, la tomba di Guglielmo il Taciturno (il Padre della patria olandese) e il gran disastro del 1654 (l'esplosione della polveriera della città fece strage di cittadini) sono i soggetti dei maestri coevi a Vermeer presenti in mostra (van Viert, van der Heyden, de Witte, De Lorme, van der Poel, Vosmaer). Dopodiché arriva un quadro sacro: la Santa Prassede di Vermeer, copiato di peso da un soggetto di Felice Ficherelli. Vermeer era cattolico, viveva nel ghetto dei «papisti» e dipinse per loro rari quadri da tenere nascosti nelle cappelle domestiche (come l'Allegoria della fede a fine mostra).
Ma sono le case pulite e i fieri olandesi che le abitano i soggetti dominanti di tutta la rassegna. Il tema delle lettere d'amore ispira le tele di ter Borch e di de Hooch, la musica quelle di van Loo e Metsu e dello stesso Vermeer.

30 settembre 2012. Marco Carminati. "Vermeer e il suo secolo d'oro". Il Sole 24 Ore.
http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2012-09-30/vermeer-secolo-081519.shtml?uuid=Ab5svzlG

La vita nel quotidiano di Vermeer è scandita dal tempo agognato della lettura di una lettera, dal lento rito del cucire di una donna sotto il cielo lattiginoso di un viottolo della civilissima Delft, dal solo misterioso volgersi di una giovane donna il cui cappello rosso conquista chi la guarda senza però renderla meno estranea.

28 settembre 2012. Stefano Biolchini. "Vermeer, universale nell'intimità di un attimo". Il Sole 24 Ore.
http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2012-09-28/vermeer-universale-intimita-attimo-110543.shtml?uuid=AbbSBzkG

Che Johanees Vermeer abbia dipinto poche tele nel corso della sua vita si sa, ma che la mostra della capitale a lui intitolata ne presenti solo otto no. Il titolo della rassegna, infatti, "Vermeer, il secolo d’oro dell’arte olandese", ospitata dalle Scuderie del Quirinale a Roma da ieri fino al 20 gennaio 2013, può trarre in inganno il visitatore appassionato del famoso artista di Delf che si aspetta di ammirare per lo più le sue preziose opere. Di Vermeer, infatti, c’è ben poco nelle sale espositive, mentre la mostra sembra privilegiare i dipinti dei famosi artisti olandesi del secolo XVII. Forse dunque sarebbe stato più giusto intitolare la rassegna a loro.

28 settembre 2012. Chiara Campanella. "Nella capitale arriva Vermeer…o gli artisti olandesi?" Wake Up News.
http://www.wakeupnews.eu/nella-capitale-arriva-vermeer%E2%80%A6o-gli-artisti-olandesi/

La mostra Vermeer a Roma è un evento. Evento nell’evento, l’invito ricevuto per assistere a una visita riservata a "quelli del web". Ottima idea del gruppo di Scuderie del Quirinale, sede della mostra. Ottima strategia, così si fa...

In realtà non siamo solo "quelli del web". C’è un po’di gente che sembra aver studiato.
Noi, "quelli del web", al massimo ci siamo preparati su Wikipedia. Abbiamo la faccia di chi ha studiato la notte e riconnette informazioni ai post-it attaccati sul monitor...

Rapidamente, delibero che bisogna trasformare questo difetto in un pregio: rispolvero l’aria snob, da quella che ha fatto il liceo classico della borghesia romana (con indirizzo in storia dell’arte, pure)...
...le tele sono piccole, alcune grandi come iPad.

Hanno una definizione migliore dell’ iPad, a dire il vero.

Il risultato del nostro stupore, un po’ colto e un po’leggero è davvero gradevolmente POP e lo si può vedere cercando l’hashtag #Vermeeraroma.

La mostra, va detto, è bellissima. Ed è anche la più grande mostra su Vermeer che si sia mai vista, avendo ottenuto ben 8 tele del Maestro di Delft, cosa rarissima. Il resto è una collezione strepitosa, raccolta in dieci sale dove impari tutto quello che puoi imparare sulla pittura olandese del ’600 e su una porzione di Olanda, paese centrale per l’Europa del tempo. Protestanti che si fanno cattolici, come il buon Vermeer, che tra sacro e profano eccelle nel secondo. Figlio del suo tempo, dannatamente proiettato su quella borghesia che preme sull’Europa del Nord mentre il Sud vaga nelle "tenebre" cattoliche controriformate.

28 settembre 2012. Francesca Quaratino. Blitz quotidiano. #Vermeeraroma: il "qui ed ora" protestante e il "qui ed ora" di Facebook e Twitter.
http://www.blitzquotidiano.it/social/vermeer-a-roma-mostra-scuderie-del-quirinale-1353915/

La Ragazza con il cappello rosso sta tutta nel palmo di una mano. Una tavoletta di legno di quercia, diciotto centimetri di base, il monogramma sul margine di un arazzo nel fondo: IVM, Johannes Vermeer. Da una stanza, o forse da una scatola prospettica, quella ragazza guarda verso di noi. Viva e sfuggente, vicina ma estranea al tempo che noi conosciamo. La stanza è marcata da due colori a contrasto, il rosso e il blu lapislazzulo. Due colori soffiati di luce, che formano il cappello di porpora e il manto azzurro lucente. Per la fluidità dell' impasto, il rosso, che è un rosso di fiamma, stinge sul volto della fanciulla creando un alone, un' ombra colorata. Pochi granelli di bianco (lumeggiature), lasciati cadere sul pigmento ancora fresco, accendono l' iride, il manto, la bocca. Un ritratto? O invece - scriveva Malraux - un' astrazione sensibile di tutti i volti di donna? Nessuno mai ha dipinto tanto vicino all' intimità.

27 settembre 2012. Anna Ottani Cavina. Vermeer interno olandese con infinito. Qui ogni cosa è illuminata. La Repubblica.
http://ricerca.gelocal.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/09/27/vermeer-interno-olandese-con-infinito-qui-ogni.html

Artisti come Gabriel Metsu o Gerrit ter Borch raccontano in modo memorabile la vita del loro tempo, che si è guadagnato il titolo di secolo d' oro della pittura olandese. Inquadrano architetture e interni abitati da personaggi intenti a compiere gesti abituali: c' è chi cucina, chi ricama, chi gioca a carte, chi suona uno strumento...È evidente che questi artisti vogliono innanzitutto narrare: virtù domestiche, rigore morale, senso della dignità di una vita "normale".

27 settembre 2012. Lea Mattarella. Il filo rosso della pittura fatta di luce. La Repubblica.
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/09/27/il-filo-rosso-della-pittura-fatta-di.html?ref=search

Pochissimi quadri e spesso di dimensioni assai ridotte. Eppure la magia che sprigiona da quelle sue minuscole tele, inversamente proporzionale al piccolo formato, ha fatto sì che di lui si dicesse, e si dica ancora, il più grande pittore di tutti i tempi. Tale lo considerava ad esempio Marcel Proust, che ne fece un protagonista della Recherche, idolatrato dai personaggi Swann e Bergotte. E fu la Francia, nell'Ottocento, a riscoprire l'artista dopo un oblio di un paio di secoli.

27 settembre 2012. Edoardo Sassi. "Vermeer, nelle stanze interiori". Corriere della Sera.
http://www.corriere.it/cultura/eventi/2012/vermeer/notizie/sassi-vermeer_b3212950-088e-11e2-b109-0c446f94a4e2.shtml

Chissà chi era questo pittore unico e sublime, di cui non sappiamo quasi nulla; chissà come è sbocciato questo Jan Vermeer (1632–1675) di cui, la prima volta in Italia e tra le poche al mondo, possiamo vedere otto dipinti in una mostra, alle Scuderie del Quirinale...Gli otto suoi dipinti sono sparsi in mostra, quasi uno ad ogni sala (ed è meglio così); sono accerchiati da altri 49 piccoli formati di artisti coevi, spesso nemmeno tanto inferiori al protagonista, come Pieter de Hooch, o Gerrit ter Borch, i più simili al maestro di Delft.

27 Settembre 2012. Fabio Isman. "Vermeer alle Scuderie del Quirinale. Il secolo d'oro del maestro della luce". Il Messaggero.
http://www.ilmessaggero.it/cultura/mostre/vermeer_scuderie_quirinale/notizie/222021.shtml

Per le strade di Roma, alle paline degli autobus, si intravede il poster che ne reclamizza la mostra. C'è il volto della Ragazza con il cappello rosso. E' proprio il quadro, forse dipinto nel 1665, dove la giovane donna con le labbra umide, si piega un po' verso di noi e ci guarda interrogativa dai recessi del suo mondo segreto. Fa un certo effetto vedere quel volto così grande tra le chiome dei modesti siliquastri e mentre due vecchine parlano del ritardo del bus. Fa un certo effetto vederlo così grande, se si pensa che il quadro dipinto dal genio olandese, è grande poco più di venti centimetri per diciotto centimetri...
Jean Cocteau che dalla luce e dalle figure messe al mondo da Vermeer rimase stregato, tanto che nel suo La Bella e la Bestia cercò di ricreare quegli stessi sortilegi di luce, scrisse che i dipinti dell'olandese, il Grande Muto, sono come "una cartolina postale mandata da un mondo migliore, da qualcuno che è morto, o mandata dal mondo di quelli che sono svegli dall’abisso del sonno. Lì sta succedendo qualcosa di incredibile"...
la luce che sta nel chiuso dei quadri di Vermeer dichiara e svela il disperato desiderio, di quel pittore misterioso, dei cittadini di quelle terre, e forse di ciascuno di noi, per un "luce inconsueta, colorata e variegata" che ci avvicini di più all'essenza delle cose. Una luce che solo un uomo proveniente da quelle terre, dove la luce si cela disperatamente agli occhi di tutti, poteva afferrare e catturare sulla tela di un quadro-conghiglia.

27 Settembre 2012. Federico Pace. "Vermeer in mostra alle Scuderie del Quirinale a Roma, i quadri-conchiglia e l'enigma della luce". MagazineRoma.it.
http://magazineroma.it/2012/09/vermeer-in-mostra-alle-scuderie-del-quirinale-a-roma-i-quadri-conchiglia-e-l-enigma-della-luce

...Difficile da sottoporre ai riduzionismi della critica che non può appoggiarsi a fatti certi, le opere di Vermeer sono diventate uno specchio del tempo, parlano per sé e accusano sempre uno scarto con le giustificazioni che si vogliono addurre a loro riguardo. In questo senso, cioè, e come si torna a constatare con Vermeer. Il secolo d’oro olandese da oggi e fino al 20 gennaio 2013 alle Scuderie del Quirinale, le immagini si esprimono con un linguaggio dall’autonomia irriducibile, si prestano alla babele delle interpretazioni e la letteratura secondaria che si accumula negli anni alla fine sembra parlare più di se stessa che del suo oggetto...
Quanto alla mostra delle Scuderie, vuole ora inserire l’opera nel suo contesto. Lo fa in maniera esageratamente light, forse, e con troppe opere da collezioni private, per ciò che in termini di mercato ne consegue, o quasi tutte da musei americani. Ma persegue la giusta scelta di suddividere quelle di Vermeer portate a Roma – 8 su 36 in tutto – a seconda dei generi e dei sottogeneri che la pittura olandese andava codificando, accompagnandola, sezione per sezione, con esempi analoghi di artisti coevi.

27 Settembre 2012. Simone Verde. "Vermeer, lo strapotere delle immagin"i. Europa.
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/137432/vermeer_lo_strapotere_delle_immagini

Non è facile realizzare una mostra dedicata a Johannes Vermeer. L’artista olandese (Delft, 1632–1675) è un enigma ancora da svelare per la storia dell’arte: poche le opere realizzate, sparse nei musei di tutto il mondo, alcune inaccessibili, alcune ancora di dubbia attribuzione, e scarse le notizie biografiche. Ma non per questo la fama del pittore si riduce, anzi, l’alone di mistero che lo circonda rende i suoi lavori ancora più intensi e appassionati...Alle scuderie del Quirinale quel colore, quel tratto distintivo, si ritrova in poche opere – in tutto i dipinti di Vermeer sono otto, in realtà sette il giorno dell’inaugurazione – comunque capaci di rendere il senso profondo della sua arte intimista.

27 Settembre 2012. Maria Luisa Prete. "Quel poco di Vermeer". Insideart.
http://www.insideart.eu/2012/09/27/vermeer-lintimista/

Piccoli, ma grandi. In alcuni casi, colossali. Non sono certo i 22 centimetri, fino a un massimo di 114, a condizionare la portentosa bellezza dei quadri di Johannes Vermeer che dal 27 settembre al 20 gennaio sono alle Scuderie del Quirinale nella mostra "Vermeer, il secolo d'oro dell'arte olandese". Un evento che raccoglie otto capolavori, incastonati in un percorso che inanella altre 50 tele di artisti suoi contemporanei.

26 settembre 2012. Laura Larcan. Ragazze, interni domestici e stradine. Ecco l'universo 'intimo' di Vermeer". la Repu"bblica.it
http://www.repubblica.it/speciali/arte/recensioni/2012/09/26/news/vermeer_roma-43340245/

E' Johannes Vermeer portentoso pittore di Delft (1632–1675), icona dell'arte, che ha sedotto letteratura e cinema, da oggi celebrato alle Scuderie del Quirinale con la prima grande mostra mai realizzata in Italia. Un blockbuster da 1200 prenotazioni al giorno. Protagonisti, otto capolavori, prestiti prestigiosi e non facili, che offrono dal vivo i suoi delicatissimi ritratti e le scene di interni intimi, costruiti con perfetti giochi di trasparenze e penombre.

26 settembre 2012. Flora Galasso." Vermeer e il secolo d'oro dell'arte olandese in mostra a Roma". Leggo.
http://www.leggo.it/roma/tempolibero/vermeer_e_il_secolo_doro_dellarte_olandese_
in_mostra_a_roma/notizie/195822.shtml

...I curatori dichiarano di esporre otto dipinti. È un colpo grosso perché l'autore di scene minuziose in quadri di piccole dimensioni è ambitissimo e un museo difficilmente lo presta: almeno a memoria, solo Madrid qualche anno fa ne ottenne nove. Però non tutti i quadri possono fregiarsi della paternità indiscussa del maestro-richiamo: tra gli studiosi suscita più che robuste perplessità la "Giovane donna seduta al virginale" di collezione privata mentre la "Santa Prassede", di una holding in prestito a una collezione d'arte, anche a un osservatore profano e disincantato riesce difficile accostarla allo stesso pennello della "stradina" di Delft e delle donne immerse in una lettura in situazioni in fondo misteriose per suggestioni o sentimenti evocati e nulla più.
La mostra si dipana sui due piani delle Scuderie e a ragione comprende anche compagni di strada, ispiratori e colleghi del maestro per far capire che Johannes Vermeer non era un isolato né tantomeno un alieno piombato in una città provinciale: l'Olanda nel XVII era uno dei paesi che dominavano il mondo grazie alle loro navi e al commercio, era ricco, era la terra di Rembrandt. Pertanto si vedono dipinti di Pieter de Hooch, giustamente, di van Musscher, Carel Fabritius che fu collega e forse maestro di Vermeer, assenti giustificati (tranne un caso) i caravaggisti. Va da sé che anche questa esposizione solleva un problema diffuso: si organizzano mostre di richiamo, anche per ragioni di conti, più che di ricerca. Però con artisti così i visitatori si muovono e aiutano i bilanci.

26 Settembre 2012. Stefano Miliani. "Vermeer, un mito tra donne vere e Scarlett Johansson". L'Unità.
http://www.unita.it/culture/vermeer-un-mito-tra-donne-br-vere-e-scarlett-johansson-1.449769

 

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